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Archive for March 24th, 2012

I got in touch with the gallery Museo Revoltella, to find out more about the sculpture I wrote about in February. I received a very nice email from dr. Maria Masau Dan who sent me a photo of the image as it really appears. While it is similar to the Frank Leslie illustration, there are significant differences. I received a listing as well as the photo and am posting both the Italian and English translation (I don’t speak Italian, so the translation is at best marginal) here for you. I am also posting the photo.

“F. Pezzicar, The emancipation of the Negro, 1873 bronze 235 cm h

After the death of Francis Pezzicar, on 6 January 1890, his minor children through their guardian, made arrangements with the Museum of Kuratorium Revoltella ‘with the prayer of wanting to reveal the bronze to the public nationally and find buyers.” In July of the same year, the President of the Kuratorium Giuseppe Morpurgo welcomed the bronze as it represented the abolition of slavery. After 20 years, in 1913, the work was bought by the Museum for the sum of 5,500 crowns. The large bronze statue is one of several major works by the artist, and while receiving, from the beginning, great critical admiration, it remained unsold for many years, perhaps because of the artist’s obstinacy in not wanting to reduce the price set at 10,000 Guilders. In 1876, the work appeared at the Exposition in Philadelphia and was awarded a gold medal, and received widespread attention, but no buyer. With regard to his failure to sell the work at the Philadelphia Exposition, Adhemar Pezzicar (the artist’s son), sent a letter to the Kuratorium dated December 30 1931, where he observed that ‘the statue, though glorious for celebrating an event for all humanity, it had also made the mistake of reminding the Americans of recent events:  traces of the civil war were still fresh.’

The sculpture, executed by the artist in 1873, is now preserved in the halls of the Gallery of the Museum Revoltella. The depiction of the slave who shows triumphantly the Emancipation Proclamation, signed by Lincoln in 1863, Francis Pezzicar demonstrated his skill with an accurate execution, a careful search for truth and wisdom, and a high composition. In the work before you, look at the depiction of “a robust negro, the perfect body and the powerful expression, who raises his upper arms, and on the right wrist still hangs  a slave’s chain link, but it is open and the chain is broken and at his feet “(VICAR). The Museum possesses another work by the artist in marble called “Disturbed Breakfast”, which joined the museum’s collection as part of Baroness Cecilia de Rittmeyer legacy collection in 1911.”

“F. Pezzicar, L’emancipazione dei negri, 1873 bronzo h cm 235

Dopo la morte di Francesco Pezzicar, avvenuta il 6 gennaio 1890, i figli minorenni si rivolgono, mediante il loro tutore, al Curatorio del Museo Revoltella «con la preghiera di voler ospitare nei suoi locali il bronzo, affinché ivi esposto potesse essere preso in considerazione dalla cittadinanza e trovare un acquirente» . Nel luglio dello stesso anno il Presidente del Curatorio Giuseppe Morpurgo accoglie temporaneamente l’opera rappresentante l’abolizione della schiavitù. Non arrivano però offerte da privati e, dopo più di vent’anni, nel 1913 l’opera viene acquistata dal Museo per la somma di 5.500 corone. La grande statua in bronzo si situa tra i maggiori lavori realizzati dall’artista, e pur riscuotendo, sin da principio, grande ammirazione da parte della critica, essa rimane invenduta per molti anni, si pensa forse a causa dell’ostinazione dell’artista nel non voler ridurre il prezzo stabilito in 10.000 Fiorini. Nel 1876 l’opera partecipa all’Esposizione di Filadelfia ed è premiata con la grande medaglia d’oro, anche in questa occasione ottiene ampia risonanza ma nessun acquirente. Riguardo la mancata vendita all’Esposizione di Filadelfia, Ademaro Pezzicar, in una lettera inviata al Curatorio il 30 dicembre 1931, osserva che «la statua, se celebrava un fatto glorioso per l’umanità, aveva pure il torto di rammentare agli americani un’epoca infausta: la guerra civile le cui tracce erano allora ancora freschissime».

La scultura, eseguita dall’artista nel 1873, è conservata attualmente nelle sale della Galleria d’arte del Museo Revoltella. Nella realizzazione dello schiavo che mostra trionfalmente la dichiarazione dell’abolizione della schiavitù firmata da Lincoln nel 1863, Francesco Pezzicar dimostra tutta la sua abilità attraverso una accurata esecuzione, una attenta ricerca del vero e una elevata sapienza compositiva. Dinnanzi all’opera si osserva la raffigurazione di «un robusto negro, dal fisico perfetto e dalla potente espressione, che leva in alto le braccia; dal polso destro pende ancora l’anello della catena che l’avvinceva in schiavitù, ma esso è aperto e spezzato e la catena è ai suoi piedi» (VICARIO). Il Museo Revoltella possiede dello stesso autore il marmo Colazione disturbata, entrato a far parte della collezione del museo grazie al legato della baronessa Cecilia de Rittmeyer nell’anno 1911.”

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